ISS INDOMITABLE

GENERALITA’

Nome:ISS Indomitable

Numero di Registro: SC271

Tipologia:Incrociatore stellare classe Invincible

Produttore: Cantieri stellari di Adranos

ASPETTO FISICO

Altezza: 225 metri

Lunghezza: 1521 metri

Larghezza: 556 metri

Armamento principale: 8 batterie binate di cannoni al Plasma Grumman 650. 4 Batterie Binate di cannoni a impulsi ionici Mercure.

Armamento Secondario; 8 tubi lanciasiluri protonici a prua e 4 a poppa. 32 batterie anticaccia con cannoni a impulsi.

Autonomia:Un anno senza necessità di avere rifornimenti

Propulsione:Propulsione FTL a curvatura spaziale di 4a classe

Equipaggio: 7852

CARATTERISTICHE GENERALI:

Gli incrociatori sono navi studiate per ottenere la superiorità nelle battaglie stellari. Sono navi potenti che fungono spesso da fulcro di flottiglie e formano la spina dorsale della Flotta Astrale Imperiale. La Classe Invincible, è una delle ultime entrate in servizio, a differenza delle classi più vecchie sono dotate di una maggiore copertura anticaccia e imbarcano un 3 squadriglie da caccia (invece delle normali due) e due da bombardamento, per un totale di 100 velivoli.

Impero Umano

GENERALITA’

Nome: Impero Umano

Affiliazione:Impero Umano

Specie:Umana

Motto: Ab Imis Fundamentis (A partire dalle fondamenta)

Storia:L’Impero Umano viene stabilito nell’anno 1 DPI (dalla proclamazione Imperiale) dopo la fine delle Guerre di Unificazione e la vittoria delle forze dell’Alleanza Mediterranea guidata da Alessandro Altavilla che diventa il Primo Imperatore. A causa delle devastazione subite dalla Terra durante il periodo Oscuro a seguito della terza guerra mondiale e della guerra meccanica, viene deciso di dare immediato impulso alla colonizzazione di pianeti extrasolari. Espandendo i confini dell’Impero che alla morte di Alessandro I nel 42 DPI conta già 16 pianeti. La Dinastia Altavilla si estingue nel 74 DPI a seguito dell’incidente di Marte. Il Nuovo imperatore è il Comandante del Dipartimento di Sicurezza che prende il titolo di Rodolfo I dando inizio alla dinastia Jones. Pochi anni dopo avrà inizio la Prima Guerra Barduki, contro quelli che nei successivi due secoli saranno i principali nemici dell’Impero. La guerra dura per quattro anni e si conclude con la vittoria Imperiale che acquisisce alcuni sistemi stellari portando il numero di pianeti a 30.nel 99 DPI alla Morte di Alessandro III la Guardia Imperiale proclama Imperatore Ahmed Idrisi Governatore di Marte. Una parte delle Flotta non riconosce il nuovo imperatore ma un attacco della Federazione Barduki ricompatta la situazione. La nuova Guerra finirà dopo sei anni. L’Impero entra in guerra con l’Oligarchia Tleilaxu nel 137 DPI dopo una disputa commerciale, la guerra a bassa intensità durerà per otto anni concludendosi con un sostanziale nulla di fatto. Nel 157 L’Imperatore Rodolfo II viene ucciso in un attentato su Asa da parte di indipendentisti locali, il cui movimento viene represso nel sangue, l’anno successivo interpretando la rivolta come un segnale di debolezza dell’Impero i Barduki attaccano nuovamente. Nel 161 un commando Barduki penetra nel palazzo imperiale uccidendo l’Imperatore Alessandro V, gli succede la Figlia Carlotta che due anni dopo guida personalmente la flotta imperiale alla vittoria su Horus e costringendo i barduki alla pace. Ha Inizio l’era Carlottiana un epoca di pace che darà impulso alle arti. Nel 182 dopo 19 anni di regno l’Imperatrice Abdica a favore del figlio Alessandro VI. Morirà 5 anni dopo. Nel 188 L’Imperatore da il via alla Grande Purga decine di migliaia di ufficiali dell’esercito e della flotta vengono giustiziati o mandati su Bedlam. Due anni dopo nel 190 la Guardia Imperiale si ribella uccide l’Imperatore e pone sul trono il fratello Minore Carlo, ma che è ancora minorenne, quindi viene costituito un consiglio di reggenza. Nel 198 l’Imperatore Carlo I assume i pieni poteri, e il suo primo atto è provocare una guerra di Aggressione contro i Barduki, la guerra va male specie grazie all’inettitudine dell’Imperatore e dei favoriti da lui nominati al comando. Una flotta Barduki riesce a penetrare nel sistema solare prima di essere sconfitta dall’Ammiraglio Fontaine, che in seguito viene sospettata dall’imperatore di avere delle mire sul trono e ne ordina l’esecuzione, la Guardia Imperiale si ribella e uccide l’Imperatore offrendo la corona all’Ammiraglio che accetta assumendo il titolo di Eleonora I. La Guerra prosegue ma con ben altra efficacia, nel 209 gli imperiali sbarcano su Barduk e dopo un anno di scontri nel 210 il pianeta viene sterilizzato. Inizia la “Grande Espansione” I 15 pianeti conquistati ai Barduki vengono liberati per la colonizzazione umana, e nei vent’anni successivi altri ventidue pianeti saranno aperti alla colonizzazione. Nel 224 l’Impero entra in contatto con la Colonia Perduta di Lakonia, cosa che porta alla Guerra Lakoniana e alla successiva annessione di Lakonia all’Impero. L’Imperatrice Eleonora muore nel 232 DPI. Nel 240 tramite i Tleilaxu l’Impero entra in contatto con i Veseni, che attaccano i Tleilaxu che a loro volta chiedono l’assistenza Imperiale, aiuto che viene concesso. La guerra finirà nel 246 con una sostanziale vittoria umana.Nel 247 DPI L’Imperatore Alessandro VII viene deposto dal fratello Giacomo con l’aiuto di elementi della Guardia Imperiale e dell’esercito, il suo primo atto è la denuncia del trattato con i Tleilaxu, e l’avvio di una guerra commerciale, che due anni dopo sfocerà in guerra aperta che durerà quattro anni finendo con un nulla di fatto. Nel 261 Muore Giacomo I sale al trono la figlia Eleonora II. Nel 264 la Marina tenta un colpo di stato, che viene represso molti ufficiali sono condannati a morte o mandati su Bedlam. Nel 265 l’Imperatrice muore improvvisamente sale al trono il figlio Antonio, ma la sorella Eleonora fugge nel Regno Hylerets e si proclama Imperatrice. Nel 270 tre sistemi stellari si schierano con Eleonora è l’Inizio della Guerra degli Eredi guerra che terminerà tre anni dopo con la morte dell’Imperatore sul campo di battaglia. Nel 275 l’Imperatrice trasferisce due pianeti al Regno Hylerets come compenso per l’aiuto in guerra.La Guardia Imperiale depone l’Imperatrice in favore del figlio Alessandro VIII si costituisce un consiglio di reggenza. Il regno attacca l’Impero ha inizio una guerra che terminerà solo nel 280 con la vittoria imperiale. Seguono anni di relativa pace, fino al 437 quando con la morte di Alessandro IX senza eredi si costituisce un consiglio di reggenza, che però non nomina alcun imperatore e rimarrà in carica per i successivi settant’anni.

Cultura e Società:

Governo:Nella sua concezione originaria l’Impero è una Monarchia Costituzionale, con il monarca depositario del potere esecutivo, mentre il potere legislativo è devoluto ad un parlamento Imperiale eletto a suffraggio Universale. Il Potere Giudiziario è invece in mano alla Procura Superiore Imperiale. Con il passare del tempo l’Autorità Imperiale si è fatta sempre più forte a scapito del parlamento che in diverse occasioni è stato praticamente esautorato. Con l’Istituzione del Consiglio di Reggenza, il consiglio si è arrogato i poteri Imperiali conglobando in se nel 516 anche quello legislativo dopo lo scioglimento del parlamento e la sua sostituzione con un Senato Imperiale non elettivo con una funzione puralmente consultiva.
L’Impero è suddiviso in 82 pianeti ognuno dei quali è retto da un governatore nominato dalla Terra su segnalazione del parlamento locale.

Società:L’Impero ha una popolazione di circa 850 miliardi di abitanti, tutti umani, e circa 12 miliardi di Serf. Una parte consistente degli umani è nata nelle Cliniche di Popolamento, strutture create appositamente per aumentare il numero di umani disponibili per la colonizzazione e per le forze armate.

Forze Armate:Le Forze Armate Imperiali si articolano sull’Esercito Imperiale, incaricato dei combattimenti sulla superficie planetaria e sulla Flotta Astrale Imperiale che si occupa del combattimento Spaziale. IL Servizio Militare è Obbligatorio e dura tre anni, che possono essere aumentati in caso di guerra. Ogni Cittadino Imperiale ha il diritto di chiedere l’ammissione all’Accademia Ufficiali, chi non viene ammesso effttuerà il servizio come soldato semplice. Alla Conclusione del servizio di leva ogni cittadino che non abbia subito sanzioni disciplinari può entrare all’università a spese dello stato, o ricevere un appezzamento di terra su qualche pianeta, oppure un corrispettivo in denaro, oltre a ciò in caso di guerra ogni veterano riceverà una pensione.

Religione: L’Impero è ateo, nessuna religione è riconosciuta e non è ammesso l’insegnamento religioso nelle scuole. Tuttavia ognuno è libero di seguire qualunque credo religioso voglia purchè questo non contrasti con le leggi dell’Impero.

Famiglia: In base alla Costituzione Imperiale, la Famiglia è il nucleo base della comunità umana. Ogni cittadino umano ha l’obbligo di fare almeno due figli, per contribuire alla crescita imperiale, chi ne ha di più ha diversi vantaggi e sgravi fiscali oltre a varie facilitazioni sul lavoro, si può donare il proprio materiale genetico per le Cliniche di Popolamento. Il Matrimonio, è un rito civile ed entrambi i coniugi hanno diritto a richiedere il divorzio che viene concesso dopo un esame da parte delle autorità civili. Fermo restando l’obbligo dei due figli o della donazione genetica le coppie dello stesso sesso sono ammesse al pari di quelle normali.

Riti e Tradizioni:L’Impero è una realtà complessa ognuno dei mondi che compongono la comunità Imperiale ha sviluppato riti e tradizione proprie, si rinvia quindi alle voci relative ad ogni popolazione planetaria per ulteriori informazioni. Alcuni riti sono tuttavia comuni, i riti funebri avvengono per cremazione, un retaggio del periodo delle guerre meccaniche. Il corpo viene adagiato su delle pire e bruciato all’aria aperta, spesso in cerimonie pubbliche nel caso di personalità importanti, o altrimenti in crematori. Le date principali del calendario sono il Capodanno terrestre, (ogni pianeta segue ovviamente un suo calendario basato sulla sua rotazione, ma negli atti ufficiali si segue quello terrestre) La Giornata del ricordo (22 Marzo Festa in memoria dei caduti nelle guerre Meccaniche), Festa delle Forze Armate (15 Maggio) La Festa dell’Impero, (11 Novembre Data di Proclamazione dell’Impero).

Arti: La costituzione imperiale protegge le arti in ogni loro forme, purchè non contrastino la legge imperiale. Le arti principali nel periodo Consiliare, sono essenzialmente olografiche, e queste hanno una grande importanza negli apparati di propaganda specialmente per quello che riguarda l’Olocinematografia

Istruzione: L’Istruzione Imperiale è gratuita e obbligatoria fino ai 18 anni di età e si suddivide in tre livelli di quattro anni ognuno, uguali per tutti. Nelle scuole imperiali viene data grande importanza all’attività fisica intesa come preparatoria alla vita militare. Il sistema Universitario è gratuito per chi ha completato i tre anni di servizio militare obbligatorio, a pagamento per gli altri, in età consiliare il diritto all’istruzione universitaria viene sempre più messo in discussione a causa del suo costo.

Sistema Sanitario: La Sanità è gratuita nelle strutture sanitarie pubbliche, negli ultimi tempi a causa del costo sempre maggiore della guerra, alcune terapie sono state classificate come a pagamento.

Economia: L’Economia Imperiale si regge su una diarchia tra un settore industriale pubblico e uno privato in rapida espansione negli ultimi anni, con la privatizzazione di vasti ambiti produttivi in precedenza di esclusiva proprietà statale. L’Intero sistema è controllato dal Ministero dell’Economia che dirige la Banca Centrale Imperiale. Il Settore Primario è essenzialmente privato con miliardi di piccoli proprietari terrieri che detengono circa il 30% delle proprietà agricole mentre il resto è di alcune enormi compagnie agricole.

Xipe

 

Nome:Xipe
Affiliazione:Imperiale
Status Attuale:Sotto occupazione Ralt

INFORMAZIONI ASTROGRAFRICHE

Settore: 75
Posizione nel Sistema Stellare: 4° Pianeta
Lune: Totec.
Distanza dalla Terra: 52 anni luce
Periodo di Rotazione: 427 giorni
Classe: Terrestre
Diametro Equatoriale:15.282 km
Atmosfera:Respirabile 22% Ossigeno 72% Azoto
Popolazione:1,5 miliardi (prima dell’Invasione Ralt)
Superficie ricoperta dall’acqua: 60%

Descrizione fisica:Il Pianeta ha tre massi continentali che si sviluppano quasi parallele in direzione est ovest, di cui due abitabili e una polare circondate da mari. Il continente settentrionale è chiamato Nahuatlia mentre il meridionale Teuctinia. Nell’oceano orientale si trovano le due grandi isole di Tizoc e Motecuzoma. Il Continente di Nahuatlia è occupato quasi interamente da una vasta area pianeggiate delimitata ad est dalla catena montuosa dei Tlaxcali e a ovest da quella dei Tehuatechi. La pianura è solcata da diversi fiumi che scorrono principalmente da nord a sud, il più importante dei quali è il fiume Nod che nasce dal lago Tehotihuacan per poi sfociare con un estuario al mare non lontano dall’isola di Milacas. Altri fiumi importanti sono il Mesili, e il Vesoni.
Teuctinia, ha un orografia più varia ed è divsa in due dalla catena montuosa dei Texcalipoca, a nord del quale si trova il deserto di Quetzal.

Flora e Fauna: Xipe è un pianeta dalla fauna ricca e varia, con una natura rigogliosa e a causa della sottopopolazione vaste aree specie di Teuctinia sono praticamente incontaminate. Gli animali principali sono gli Hansen, che gli umani hanno imparato ad allevare per la carne, i turangidi, rettili aquatici che popolano sopratutto il fiume Nod, il tribolo xipiano,un rettile tripode dal corpo coperto di piumee occhi indipendent, il miser, un piccolo roditore, e il gatto xipiano. Il principale predatore del pianeta è il Malister, un grosso uccello bibede con il becco pieno di denti affilati A queste specie si sono aggiunte diverse specie importate dagli umani quali, mucche e altri animali da pascolo e cani e gatti. La flora è anch’essa varia con diverse migliaia di piante tra cui gli alberi Sert, che sono piuttosto ricercati dall’industria imperiale per i mobili.

Cenni Storici: Xipe è stato il 75° pianeta ad essere stato incorporato nell’Impero. Viene scoperto nel 447 DPI poco tempo prima che il Consiglio di Reggenza decretasse il blocco dell’esplorazione spaziale. Tuttavia le evidenze archeologiche, sopratutto sull’isola di Micalas, hanno evidenziato l’esistenza di una civiltà pre esistente con la scoperta di resti di edifici di grosse dimensioni in pietra gialla, non è stata trovata alcuna traccia di linguaggio o altri manufatti, per cui al momento di questa misteriosa civiltà si ignora persino il nome.Dato il clima favorevole, e la particolare fertilità del suolo, il pianeta viene colonizzato rapidamente e al momento dell’Invasione Ralt ha raggiunto una popolazione di 1,5 miliardi di umani, concentrati per lo più nel continente di Nahuatlia. L’economia planetaria si basa essenzialmente sull’agricoltura con pochi impianti industriali dedicati per lo più alla lavorazione di prodotti alimentari concentrati attorno alla capitale Asimov.

Suddivisioni Amministrative: Il Pianeta segue a sistemazione amministrativa standard imperiale, ed è diviso in 32 prefetture la cui suddivisione è stabilita in base alla popolazione. Le principali sono quella di Asimov e quella di Milacas. Ogni prefettura è poi suddivisa in un numero variabile di distretti, che vanno dagli 12 di Milacas ai 27 di Tizoc.

Centri Principali: Data la Colonizzazione relativamente recente il pianeta ha solo due centri principali. Asimov la capitale e centro amministrativo con una popolazione di circa due milioni di persone è la città più popolosa, e Vissosta sull’isola di Milacas con una popolazione di circa un milione di abitanti. Le altre capitali prefettizie hanno tutte meno di 100.000 abitanti. Il resto della popolazione vivono sparsi in migliaia di piccoli centri o in fattorie agricole.

Maria

L’acqua scrosciava con forza sulle pietre, scivolando sui fianchi rocciosi per poi abbeverare l’erba e il terreno, attraversando le fenditure più in basso e infiltrandosi tra le rocce seguendo percorsi microscopici, ma vecchi di migliaia di anni, e infine – impiegando più tempo di quello che c’era voluto per scendere dal cielo – sbucare in una vasta cavità sotterranea, e cadere con un tocco sonoro sulle spalle di una ragazza, che nemmeno se ne accorgeva.
Era giovane, si vedeva, non poteva avere più di sedici anni, i capelli neri e lunghi sporchi di terra e di fango raccolti in una coda, il volto affilato di chi mangia poco, e un fisico irrobustito dalla vita all’aria aperta, sempre in fuga.
Era piegata sulle gambe davanti a un piccolo mucchio di legna e stava armeggiando con la cella di energia di un vecchio fucile al plasma. Le dita sottili si muovevano agili, con estrema attenzione, era evidente che sapeva quello che stava facendo. Teneva la lingua fuori su un lato della bocca, cosa che le dava un’aria particolarmente infantile. Improvvisamente una piccola scintilla emerse da un lato della cella, e con un lampo la legna si incendiò facendola quasi cadere all’indietro per la sorpresa, per poi emettere un mugolio soddisfatto e allungare le mani sul fuoco. «Ce l’hai fatta Maria…»
Disse una voce nell’oscurità.
« Ne dubitavi?» Replicò la ragazzina con un sorriso allegro.
Ombre emersero dal buio, una decina, ognuna con un bastone di legno, volti terrei, scavati, tratti che luce del fuoco non faceva che allungare. Barbe sporche e vestiti che oramai avevano smesso da tempo di pulirsi da soli, in silenzio si avvicinarono e uno alla volta allungarono i loro bastoni che presero immediatamente fuoco. Poco alla volta la luce si estese a tutta la vasta caverna, rivelando colonne di roccia salmastra che l’acqua aveva formato nel corso dei millenni.
Maria le guardò distrattamente, oramai le conosceva tutte, quando era una bambina, nei primi tempi, ci aveva giocato attorno, aveva inventato storie fantastiche di principesse e castelli fatati, quello era il suo regno, il suo orsetto Miloù il suo fedele primo ministro, e Jack e Pedro, i suoi sudditi. Ma adesso era cresciuta, non era più una bambina, anche se non sapeva esattamente quanti anni avesse. Miloù era laggiù da qualche parte, in un pozzo profondo in cui l’aveva gettato l’anno prima, quando aveva ucciso per la prima volta. Era stato un gesto impulsivo, forse per dimostrare che era grande, e che non aveva più bisogno di lui. Ma adesso ne sentiva la mancanza, e in certe notti se lo immaginava laggiù in fondo, da solo, che si attivava e la chiamava, e allora le si stringeva il cuore e si sentiva un’ingrata, una stupida ingrata che aveva gettato il suo amico nell’oscurità. Un paio di volte aveva pensato di scendere la sotto, ma non sapeva come fare, avrebbe avuto bisogno di un levitatore personale, cosa che ovviamente non aveva, e dubitava che qualcuno degli altri l’avrebbe aiutata.
Jack e Pedro di sicuro lo avrebbero fatto, ma erano morti, uccisi da un gruppo di collaborazionisti.
Un’ ombra calò su di lei, e spinta forse da quei pensieri istintivamente cercò la pistola che portava infilata nei pantaloni.
«Sono io piccola…» Disse la stesse voce che aveva parlato dall’oscurità e che apparteneva ad un uomo alto, con dei radi capelli grigi. Se fosse stata ancora quella bambina che giocava ai reami fatati, il suo volto l’avrebbe spaventata: era orribilmente deformato da una cicatrice che gli attraversava metà della faccia, passando di traverso sull’occhio sinistro, mentre l’altro, l’unico che rimaneva, era di un verde intenso. Maria si rilassò, mentre l’uomo sfigurato si lasciava cadere accanto a lei. Aveva in mano un sacco realizzato con una vecchia giacca, la giacca di Pedro, pensò cupamente. Senza dire una parola lo aprì e ne estrasse un grosso animale dalla pelliccia grigia, il naso schiacciato, e una spessa coda bianca.
«Ti ho portato la cena.»
Specificò l’uomo con un sorriso dolente.
Maria fissò l’animale, un urtek, e in qualche modo riuscì a nascondere il suo disgusto. Erano giorni che non mangiavano altro, e quei cosi sapevano di merda aromatizzata al vomito. Erano settimane che non riuscivano a mettere le mani su nessuno dei vecchi depositi Imperiali o alle scorte dei collaborazionisti, e la scelta del menù era di conseguenza alquanto limitata.
«Mi spiace, vorrei poterti offrire di meglio…»
Disse l’uomo scuotendo la testa. Maria non rispose, allungò la mano e afferrò l’animale, estrasse il coltello che aveva infilato nello stivale e iniziò lentamente a scuoiarlo.
Ricordava vagamente che c’era stato un tempo, prima dell’invasione, in cui il loro cuoco automatico le preparava tutto quello che voleva, e ogni tanto si trovava a ripensare alle verdure che lei si rifiutava sempre di mangiare e a suo padre che le allungava di nascosto qualche dolcetto, senza farsi vedere dalla mamma, dandole sempre un piccolo buffetto sul naso. Ricordi, ecco tutto quello che aveva. Rimpianti, perché i suoi genitori erano morti, uccisi da una banda di collaborazionisti che era entrata in casa loro in cerca di chissà cosa, e avevano massacrato la sua famiglia. Sua madre era riuscita a nasconderla in un piccolo stanzino della cantina, e l’ultima cosa che le aveva detto, era stata.
«Fai silenzio tesoro, qualunque cosa succeda, fai silenzio.»
E lei lo aveva fatto. Quegli esseri, perché Maria faticava a considerarli umani, li avevano trascinati di sotto, e lei, attraverso il passaggio per i droni delle consegne di suo padre, aveva visto tutto.
Quelle urla, i pianti, e gli occhi di sua madre puntati verso di lei mentre veniva violentata, l’avrebbero tormentata per sempre.
Era rimasta chiusa in quello sgabuzzino per ore, o forse di più, con Miloù stretto fra le braccia, fino a quando quello stesso uomo che aveva accanto non l’aveva trovata, anche se all’epoca di occhi ne aveva due.
«Piove ancora eh…»
Constatò l’uomo spostandosi leggermente per evitare una goccia che gli cadeva sulla testa.
«In questa stagione piove sempre…»Replicò lei in tono piatto, mentre tirava via le budella dall’urtek.
«E’ strano come sono proprio le cose più semplici che ti mancano, la regolarità del controllo climatico, il sapere sempre quando piove o c’è il sole…»
«Se senti Bernard ti dirà che lui sa sempre quando piove o meno, perché gli fa male un ginocchio…»
Rispose con un sorriso, cosa che provocò una risata, risata che si spense cupamente.
«Questo tempo però non aiuta il morale. Laggiù alcuni stanno pensando di arrendersi…»
Maria si bloccò, la punta della lama che gocciolava di sangue, rimase lì a guardare il fuoco che scoppiettava davanti a lei.
«Arrendersi? Ai ralt? E magari unirsi a loro?»
Sibilò rabbiosa.
« Sono stanchi Maria, stanchi di questa vita, e stanchi di sperare in qualcosa che forse non arriverà mai.»
Maria tranciò di netto la testa dell’urtek con il coltello e la gettò nel fuoco. La osservò consumarsi e bruciare.
«Non giustificarli Lehner. Dimmi chi sono che ci penso io…»
Lui la guardò e sospirò. Probabilmente pensava che fosse solo una stupida ragazzina.
«Non biasimarli, non sappiamo nulla della guerra, per quello che ne sappiamo, l’Impero ha perso e gli altri pianeti sono stati occupati dai ralt.»
Maria si girò lentamente e lo guardò nel suo unico occhio buono. Non le importava nulla dell’Impero, della terra e degli altri ottanta mondi che lo formavano, li avevano abbandonati, dopo che sette anni prima i ralt avevano occupato Xipe. Certo, avevano fatto un patetico tentativo di sbarco, ma erano stati sconfitti, quindi valevano meno di niente.
«Non starai pensando anche tu di arrenderti vero?»
Sibilò agitandogli il pugnale davanti all’occhio. Lehner non fece una piega, limitandosi a scuotere la testa.
«Certo che no, preferisco morire libero, ho visto che cosa fanno ai prigionieri…»
«Bene, che gli altri vadano pure via allora, rimarremo io e te.»
Disse lei posando il coltello e infilando l’urtek oramai scuoiato e pulito su un bastone di legno, per poi metterlo sul fuoco. Il grasso della carne iniziò quasi subito a sfrigolare emettendo un nauseabondo odore di marcio. Lehner le mise una mano sulla spalla e le disse mestamente.
«Vorrei poterti offrire di meglio di una morte del genere, hai una vita intera davanti.»
Lei si morse un labbro, ma non rispose. Non conosceva altra vita che quella. Il passato, la casa, i suoi genitori, le feste di compleanno, l’olovisore, non erano altro che schegge di un passato spezzato, ed impossibili da ricomporre.
Un’altra figura emerse dall’oscurità, un uomo basso, con una barba nera e i capelli che si stavano rapidamente diradando.
«Ernest… vuoi favorire?
Chiese Maria con un sorriso, sollevando appena l’urtek, che a occhio era cotto a metà. Ernest la ignorò.
«Bernard sta morendo…» Disse rivolgendosi a Lehner. Maria non disse nulla, limitandosi a fissare il fuoco.
«Sta così male?»
Chiese Lehner con un sospiro.
«La spina ralt che si è preso l’anno scorso ha deciso di ucciderlo. O almeno credo, la gamba gli si è gonfiata e sta diventando nera, e l’odore… Beh inizia a somigliare a quello…»
Ernest indicò l’urtek.
«Non puoi fare nulla?»
«Con le medicine che ho qui? No. Potrei amputargli la gamba, anche se senza alcun antibiotico non penso servirebbe a nulla.»
«Ma gli daresti una possibilità.»
Ribattè Lehner in tono speranzoso. Ernest lo fissò e incrociò le braccia sul petto.
« Senti, lo so che ti dispiace perdere persone. Ma o muore stasera, o gli taglio una gamba e magari muore domani, e se non muore domani, abbiamo uno storpio da portarci dietro. Non abbiamo gambe artificiali qui, ne tanto meno colture genetiche…»
Lehner non disse nulla, abbassò la testa e sospirò. Maria rimase a guardarlo, sembrava un vecchio, un vecchio sconfitto, anche Ernest. La luce del fuoco che scavava solchi sui loro visi. Erano sconfitti, e se ne rendevano conto, quanto avrebbero potuto resistere? Un mese? Un anno? Poi sarebbero morti e nessuno lo avrebbe saputo. Guardò il fuoco che scoppiettava e lanciò una muta preghiera: chiese un miracolo.

 

Inizia il viaggio

Buon giorno a voi viaggiatori. Che cos’è Mondi Futuri, un qualcosa di semplice, è un blog dedicato alla mia serie di romanzi di fantascienza, il cui primo volume, “L’equinozio di Xipe” è in questi giorni in libreria edito dalla Leone Editore. In questo blog verranno pubblicati un poco alla volta, il materiale che costituisce il background dell’universo da me creato, troverete schede di veicoli, armi, pianeti, disegni e mappe, insomma tutto quello che mi è servito nella fase di preparazione del libro.

Spero che gradirete, e che questo vi invoglierà ad esplorare con me il mondo dell’Impero Umano.

Giovanni Oro